I Suoni delle Dolomiti
Posto d’onore per l’Accademia Stauffer e la European Union Youth Orchestra (EUYO), invitate a chiudere l’edizione che celebra il trentennale de I Suoni delle Dolomiti, il festival ideato e diretto da Mario Brunello che da trent’anni porta la musica ad alta quota, tra alcune delle più suggestive cime del mondo. Un’edizione speciale che ha affidato i concerti conclusivi ad un trittico firmato Stauffer-EUYO, a compimento di una residenza artistica congiunta di una settimana che suggella una collaborazione ormai consolidata tra le due istituzioni. Il contesto naturale delle Dolomiti trasforma ogni concerto in un’esperienza immersiva, in cui l’esecuzione musicale si confronta con uno spazio aperto e non convenzionale. Per i giovani interpreti ciò ha implicato un ripensamento profondo del loro rapporto con il suono, che, privo del consueto riverbero della sala da concerto, si espande libero, proiettandosi verso l’alto, o lungo le pareti rocciose. Questo contesto ha richiesto un ascolto diverso e più consapevole, un adattamento tecnico ed espressivo e una relazione diretta con l’ambiente circostante. A questa dimensione artistica si è intrecciata un’intensa esperienza umana: musicisti provenienti da tutta Europa hanno condiviso giorni di studio, cammino e convivenza, costruendo relazioni e maturando una sensibilità comune che si è riflessa nella qualità delle esecuzioni, segnando indelebilmente la maturazione personale di ciascuno di loro.
Il programma si è articolato in tre appuntamenti: il primo ha visto impegnato l’EUYO Wind Quintet in un raffinato percorso musicale a 2.243 metri tra le pareti del Gruppo del Catinaccio. Due giorni dopo è stato il turno del Quartetto Thumós, allievi del Corso di Quartetto d’Archi della Stauffer, che ha presentato un programma con musiche di Puccini, Ghedini e Verdi in un contesto di particolare suggestione nei pressi del Rifugio Contrin di Canazei. La chiusura del festival ha visto protagonista l’EUYO & Stauffer European Orchestra, diretta da Jean-Christophe Spinosi nell’esecuzione della Sinfonia n.6 “Pastorale” di Ludwig van Beethoven: titolo scelto non a caso, capace di incarnare il senso più profondo del legame tra uomo, arte e natura. L’esecuzione, accolta con grande partecipazione dal pubblico che ha raggiunto il Rifugio Fuciade sul Passo di San Pellegrino, ha restituito con chiarezza il senso di un’esperienza musicale capace di coniugare qualità interpretativa, ascolto condiviso e relazione diretta con l’ambiente, trasformando il concerto in un momento di autentica partecipazione collettiva.