
“Omaggio a Cremona”: Accardo, Giuranna e allievi in scena
Un doppio filo tematico ha unito il tradizionale concerto, andato in scena il 29 maggio all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino: l’omaggio alla città di Cremona e la celebrazione dei primi quarant’anni dell’Accademia Stauffer. Protagonisti della serata sono stati i Maestri Salvatore Accardo e Bruno Giuranna insieme agli allievi dell’Accademia, che hanno dato voce al Quartetto n. 2 in la minore op. 35 di Anton Arensky – raffinato esempio di tardo romanticismo russo – e del celebre Quintetto per pianoforte e archi op. 44 di Robert Schumann, tra le pagine più amate del repertorio cameristico ottocentesco.
“L’Accademia Stauffer nasce da un’idea di Andrea Mosconi, – racconta il Maestro Accardo – uomo di rara sensibilità e mio grandissimo amico. Mi parlò di questa sua idea e riuscimmo subito a realizzarla, lasciandomi carta bianca su tutto, e in particolar modo sui docenti da coinvolgere. Pensai subito a Giuranna per la viola e a Petracchi per il contrabbasso, che insegnavano già a Cremona, e a Filippini per il violoncello. Con lui, con Bruno e Franco avevo condiviso anni di musica, avevamo suonato insieme tante volte. Tutti e tre aderirono immediatamente con entusiasmo alla nostra proposta, e così siamo partiti, così nasce l’Accademia Stauffer! Si dette vita, soprattutto a una istituzione che potesse godere della massima libertà. Tutti e quattro decidemmo fin da subito che non avremmo voluto nessun limite, alcuna ingerenza o legacci ministeriali rispetto ai programmi, agli esami e quant’altro. Avevamo tutti la stessa idea di insegnamento. Volevamo e continuiamo a voler essere liberi di impostare il lavoro secondo i nostri criteri, le nostre scelte, le scelte nei confronti degli allievi, scegliere chi ha i requisiti giusti. Insegnare qui è meraviglioso, è un’Accademia d’eccellenza, dove si lavora per la musica, dove per noi contano solo i giovani, la loro crescita”.
Il Maestro Giuranna, dal canto suo, descrive il suo amore nei confronti dell’insegnamento: “All’inizio della mia carriera avevo deciso di continuare con la composizione, incoraggiato anche dal mio insegnante di armonia e contrappunto, Alfredo de Ninno. Fu lui a spingermi a partecipare al concorso per l’insegnamento al Conservatorio di Milano, che vinsi. E mi sono entusiasmato, a me piaceva insegnare – avevo poco più di vent’anni. Io insegno perché mi piace, anzi io adoro insegnare. Anzi no, non è vero che a me piace insegnare, a me piace vedere i progressi dei miei allievi! Nonostante siano passati ormai parecchi anni – continua il grande violista – ancora ora ho la convinzione di non aver mai smesso di fare esami. A parte i concerti, per me ancora oggi quando ad esempio faccio la prima lezione in una nuova classe, o mi arrivano nuovi allievi, io mi sento sotto esame, e intanto voglio capire chi ho di fronte, che cosa può essere necessario e utile per ognuno di loro. Poi finalmente ho capito che non sono coloro che mi circondano a mettermi sotto esame, ma sono io stesso, con un atteggiamento di autocritica che mi fa essere severo con me e con gli altri”.